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Informazioni Generali

 Luserna si colloca sul confine centromeridionale di un grande altipiano che si snoda nelle zone di Folgaria e Lavarone, e di lì al Passo di Vezzena (1402 m s.l.m.) dove, attraverso la stretta forcella della Valle dell’Assa, si arriva sino ai vicini Sette Comuni Vicentini. Il territorio, caratterizzato da terrazzamenti naturali, si protrae sulla sottostante Valle dell’Astico creando profonde valli e strapiombi, con dislivelli anche di seicento metri. I suoi confini naturali sono segnati dal solco della Val Torra, ad oriente, e dal Rio Torto, all’estremità opposta. La morfologia del paesaggio fa si che la zona sia moderatamente ondulata e che le cime superino difficilmente i duemila metri d’altezza. L’insediamento si costituisce di soli due nuclei: Luserna (a 1333 metri di quota) si snoda su di un piccolo lembo di terra pianeggiante, che si dipana da levante a ponente, a cavallo del cosiddetto Tal vo Sant’Antone (Valle di Sant’Antonio) e Tezze (collocato a 1288 m s.l.m.) in una valletta ad ovest del nucleo centrale. La struttura è quella del classico Strassendorf, vale a dire un paese che si sviluppa lungo una strada.
Sull’altura a monte dell’abitato, in un intervallo pianeggiante nel versante della montagna, si trovano gruppi d’edifici isolati denominati Hüttn (Baite).

e ancora ...
 Oltre il crinale di Malga Campo, in una valletta a monte delle sorgenti della Torra, si trovano i tre nuclei del "villaggio estivo" di Bisele: Untarhaüsar (Case di Sotto), Obarhaüsar (Case di Sopra) e Galen (da Galeno, soprannome di una famiglia locale). Tradizionalmente le vie di comunicazione che congiungevano il piccolo altopiano con gli altri villaggi sparsi nella zona erano poche ed in cattive condizioni.
L’aspetto dei territori che circondano Luserna è fortemente segnato dalla mano dell’uomo. Vi si leggono i tentativi e gli sforzi compiuti da questa gente per recuperare ogni metro di terra. L’elemento architettonico più forte è la pietra, usata per realizzare campi e orti terrazzati che risolvono l’elevata pendenza di certi luoghi, consentendone lo sfruttamento e ampliando le risorse. Le zone più pianeggianti, segnate anch’esse da una fitta rete di mura a secco - questa volta per demarcarne la proprietà - erano invece utilizzate a pascolo.

Uno dei tratti caratteristici di questo territorio antropizzato è  l’antico equilibrio tra prati, pascoli e boschi. Se ne ricava una realtà che va interpretata come il tentativo, di una società con chiare e definite radici culturali, di piegare un ambiente ostile.

Le modificazioni morfologiche e ambientali operate da un popolo vanno ricercate nell’ambito dell’espressione del patrimonio d’informazioni, conoscenze, usi e abitudini. [Infatti] "... nel paesaggio le opere dell’uomo hanno un loro linguaggio nel quale si esprime tutta una cultura così come essa si esprime strutturalmente nelle istituzioni sociali, nell’idioma, nelle attività economiche, ludiche e religiose..." Si può attribuire alla realtà paesaggistico-ambientale un significato segnico, nel quale la componente attiva si fa portatrice di un preciso patrimonio culturale che si manifesta nel modo in cui la realtà sociale interagisce con l’ambiente, modificandolo, delimitandolo ed attribuendogli lo status di risorsa primaria. "Nel paesaggio ogni cultura si identifica, trova rispecchiata se stessa: il paesaggio parla, comunica concretamente all’uomo, attraverso l’insieme dei segni, ciò che egli ha voluto esprimere in esso." Si comprende che ogni cultura segna a fuoco il proprio contesto ecologico, questa è a sua volta inevitabilmente modificata dalla realtà in cui è inserita. In questo cambiare ed esserne cambiati dall’interazione tra cultura ed ambiente, un ruolo essenziale va attribuito alla situazione climatica e ambientale.

 

 Luserna è subito individuabile come una comunità di alta montagna e l’influenza dei suoi milletrecento metri di quota non è da sottovalutare. Nei mesi più freddi dell’anno a ciò si aggiunge anche il vento proveniente da nord, che non trovando ostacoli sul suo percorso, investe il paese. Per contro l’inclinazione a sud-ovest di questa grande terrazza calcarea, e la particolare ampiezza d’orizzonte rispetto alle montagne di fronte, fa si che l’insolazione sia la massima possibile. Per quanto riguarda le precipitazioni queste sono abbastanza buone, aggirandosi sui 1200 mm/annui. La vegetazione si caratterizza per essere costituita principalmente da boschi misti, con essenze legnose a foglia caduca e conifere. Particolarmente diffusi sono il faggio, l’abete - nelle varietà rosso e bianco - e il larice.